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L’ant dèmandâ la pèrmission de mariar un prétre !

mercredi 21 mai 2014, par Dzakye

Demècro, 21 de mê 2014, 0300 Sociètat, Entèrnacional

26 females amoroses d’encurâs l’ant dèmandâ u papo
lo cèlibat facultatif


ÉMAGE DU FILM "LA FÉNA DU PRÉTRE"

Un groupo de 26 females amoroses d’encurâs l’an mandâ
(envoyê) una lètra u papo Fracés por lui dèmandar de rèvisar
lo cèlibat des prétres (prétros, prêres). L’est quèstion d’un
groupo de females què l’ant una rèlacion amorosa
de quârque sôrta avouéc (ètot) un prétre et què vodrant lo fére
sens avér besouen de sè cachiér et què adonc dèmandont u
pontif què le cèlibat séye (seyésse) facultatif : L’est cen què l’at
publiâ "Vatican Insider" (articlo en étalien).

Nos sens un groupo de females què ècrit por rontre la parét du
silenço et de l’endifèrence què nos fét sofrir châque jorn (tués les
jorns). Châcuna de nos l’at, ou l’at yu, una relacion sentimentâla
avouéc un prétre", coment dét le lètra ; les ôtrices (ôtors) sè plensont
què les soles altèrnatives què l’ant sont ou què le lor bon ami quitèsse
lo sacèrdoce ou què continuéssont de s’anmar "en secrèt".
"Le sèrvice a Jèsus et a la comunotât serêt èxerciâ avouéc (ètot)
més de fôrce d’un prétre què combinerêt lo sacèrdoce et la via
conjugâla", apond le lètra.

Le Vatican l’at fét nion comentèro sur cela enformation et,
en fét, le papo l’at ren dét sur cél pouent. Por quant de cen qu’en
deséve son prèdessèsor, Benouèt XVI, lui dèfendéve la "valor
sacrâe" du cèlibat, et l’at jamés recognu què l’est en niona
façon (moda) un "dogmo".

Tèxto originâ en occitan :
bit.ly/maria-pretre

Un grop de 26 femnas amorosas de curats an mandat una letra al papa Francés per li demandar de revisar lo celibat dels prèires. Se tracta d’un grop de femnas qu’an una relacion amorosa de qualque biais amb un prèire e qu’o voldrián far sens besonh de s’amagar e, per aquò, demandan al pontife que lo celibat siá facultatiu ; aital o a publicat Vatican Insider.

“Sèm un grop de femnas qu’escrivèm per trencar la paret del silenci e de l’indiferéncia que patissèm cada jorn. Caduna de nosautras ten, o a tengut, una relacion sentimentala amb un prèire”, çò ditz la letra ; sas autrises planhon que las solas alternativas qu’an es que, siá lor amorós quita lo sacerdòci, siá contunhan de s’aimar “en secret”. “Lo servici a Jèsus e a la comunautat seriá exercit amb mai de fòrça per un prèire que combinariá lo sacerdòci amb la vida conjugala”, çò apond la letra.

Lo Vatican a pas fach cap de comentari sus aquela informacion e, de fach, lo papa Francés a pas res dich sus aquel sicut. Si que ne parlèt son predecessor, Beneset XVI, que defendèt la “valor sagrada” del celibat, e mai se reconeguèt que s’agissiá pas de cap de “dògma”.

Articlo d’origine en étalien
http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/preti-priests-sacerdotes-34169/

18/05/2014
Quei preti che lasciano per amore di una donna

Mastroianni e Loren nel film di Risi del 1971 "La moglie del prete"

MASTROIANNI E LOREN NEL FILM DI RISI DEL 1971 "LA MOGLIE DEL PRETE"
Dal 1970 al 1995 ci sono stati 46mila abbandoni, non solo per un matrimonio. La lettera delle 26 donne dei preti al papa diffusa da Vatican Insider riaccende il dibattito

GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

A riaccendere i riflettori sulla "fuga dal sacerdozio" è la lettera (divulgata da "Vatican Insider") scritta a papa Francesco da 26 donne che affermano di vivere relazioni sentimentali con dei preti. "Calcolarne il numero non è affatto semplice, esistono cifre ufficiali, diffuse dal Vaticano, ma si tratta solo di numeri indicativi a causa dell’oggettiva difficoltà a reperire i dati", spiega lo studioso Davide Romano che ha effettuato uno studio su questo tema.

L’Annuarium Statisticum Ecclesiae che la Santa sede edita ogni anno fornisce i numeri relativi alle defezioni del clero : il termine include anche coloro che hanno lasciato per motivi diversi dal matrimonio. Nel 1998 si sono avute 618 defezioni di cui 31 nel nostro Paese. Un calcolo effettuato dall’Osservatore Romano, nel 1997, confrontando i dati dal 1970 al 1995, ha ottenuto una cifra complessiva di circa 46 mila preti che hanno abbandonato il ministero nel solo arco di un quarto di secolo.

Secondo il canonista Vincenzo Mosca, sarebbero invece più di mille ogni anno le defezioni sacerdotali (diocesane e religiose) nel mondo. Ancora oggi, per ogni otto nuovi sacerdoti, almeno uno abbandona il ministero. I sacerdoti “laicizzati” viventi nel mondo, sempre secondo Mosca, sarebbero quindi più di 50 mila.

Non è d’accordo Mauro Del Nevo, presidente della associazione di presbiteri con famiglia « Vocatio », secondo il quale la cifra andrebbe addirittura raddoppiata. « Soltanto in Italia – dice – i sacerdoti coniugati sono da 8 a 10 mila e 120 mila in tutto il mondo ». I picchi di richiesta di dispensa dall’esercizio del ministero si sono avuti nel 1976-77, quando ne sono state inoltrate da 2500 a 3 mila. Attualmente se ne concedono da 500 a 700 l’anno.

In provincia di Caserta Il vescovo di Sessa Aurunca, Antonio Napoletano, ha nominato direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro un ex sacerdote sposato, Giovanni Monteasi . Amare Dio e avere un amore terreno : la Chiesa cattolica li condanna, ma i religiosi che vivono una relazione sentimentale sono una realtà. Sempre più importante. È vero, si sono consacrati al servizio divino, hanno fatto voto di castità e di obbedienza, ma a un certo punto la solitudine ha avuto il sopravvento. Sono ormai migliaia gli appartenenti al clero cattolico che, pur conservando la fede e volendo continuare a testimoniarla, vivono una storia d’amore lacerati dal senso del peccato, dalla frustrazione, dalla consapevolezza di essere "fuori della Chiesa", dalla sofferenza per quella che viene vissuta come un’ingiustizia. Perché in una società laica dove tutto è permesso, la vita sessuale dei religiosi sembra essere l’ultimo tabù sopravvissuto. Una Chiesa che predica l’amore può impedire ai suoi ministri di amare ? Può costringerli a vivere la sessualità nella clandestinità e nell’ipocrisia ? Molti di loro sono protagonisti di storie drammatiche in bilico tra la passione umana e l’intensità di una vocazione. E le loro voci di dolore, di rimorso, ma anche di fede, di gioia e di speranza impongono una riflessione.

"Per secoli la Chiesa ha considerato la donna un demonio tentatore, invece, mai come da quando sono sposato, ho compreso il senso della rivelazione cristiana", afferma Giovanni Franzoni, teologo e scrittore di fama mondiale, un manifesto vivente contro il celibato ecclesiastico. "Meglio i sacerdoti sposati dei missionari cattolici che nel Terzo Mondo vivono more uxorio con le loro compagne », aggiunge l’ex abate benedettino di San Paolo fuori le mura, uno degli ultimi protagonisti viventi del Concilio Vaticano II che da quarant’anni fa da controcanto alle posizioni ufficiali della Santa Sede : dal referendum sul divorzio alla petizione al Vicariato di Roma per fermare il processo di beatificazione di Karol Wojtyla.

Carlo Vaj ex sacerdote e psicoterapeuta comportamentista, autore, tra gli altri, del libro “Totem e il briccone”, considera « totem come la radice di ogni nostro male e la Chiesa, dimenticando che l’unico comandamento di Cristo è l’amore, è totemica al massimo ». E definisce la procedura che la Chiesa adotta per esonerare il prete dagli obblighi contratti, « un processo kafkiano dove vengono violati i più elementari diritti umani, come quello alla difesa o quello di scegliere liberamente il domicilio e dove la psichiatria è usata come strumento di tortura ».

Nel ’71 il teologo Joseph Ratzinger aveva previsto che un giorno si sarebbe arrivati all’ordinazione di « cristiani maturi » già sposati. La questione resta aperta.